"Nessuno ormai, dopo Gomorra, può dire di non sapere.. di non sospettare.." Franco Roberti, coordinatore Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli  
Note

anoressia

anoresa s.f.

Forma di nevrosi caratterizzata da rifiuto di cibo; può essere determinata da vari motivi, gelosie, fobie, ecc.


Nel settembre 2007, Oliviero Toscani tornò a far discutere e a far parlare di sè per una campagna shock contro l'anoressia, ideata in occasione del lancio di una nuova marca di abbigliamento. Isabelle Caro, modella di 31 kg, accettò di esporre il suo corpo, per incarnare e svelare, in pochi inequivocabili scatti, la devastazione fisica e psichica di questo male dell'occidente, figlio del consumismo e del benessere materiale.
L'anoressia è una malattia che risucchia la vita del corpo passando dall'anima.
Curiosamente, per un certo periodo, questa malattia si diffondeva a macchia d'olio tra i camorristi detenuti a Santa Maria Capua Vetere. Un cancro dell'anima risucchiava, dunque, la vita ai corpi che con il loro agire davano (e danno) vita a un sistema che insegue, non essendone figlio, il benessere materiale e, come una metastasi micidiale, risucchia la vita di un intero popolo, divorandone per prima cosa l'anima. Non si trattava, però, di un feroce contrappasso, in cui leggere, nell'inesorabile scorrere degli eventi, l'azione di una giustizia divina o una vendetta della sorte. Si trattava di uno scherzo, di un'enorme, grottesca farsa.
Nello stesso periodo in cui l'immagine di Isabelle campeggiava su numerose gigantografie nelle più importanti città italiane, medici conniventi del centro clinico del carcere di Santa Maria Capua Vetere, con la collaborazione di parte del personale carcerario, firmavano certificati medici falsi in cui si attribuivano le più improbabili malattie mentali ai boss camorristici per consentir loro l'uscita dal carcere (per incompatibilità fisica del boss al regime carcerario, appunto). La maggior parte di questi certificati riportavano "anoressia nervosa". L'anoressia, però, è una malattia drammaticamente evidente, che si impossessa della fisicità, che si rende, cioè, visibile nel corpo. I clan camorristici, si sa, sono soliti "salvare la faccia" e i boss mostrano di fare quello che dicono di fare e vogliono sembrare come dicono di essere, anche se devono passare per fragili fanciulle adolescenti. I medici che certificavano l'anoressia imponevano loro un severo regime alimentare, integrato anche da pesanti diuretici, droga e lassativi per aumentarne gli effetti e assicurare il maggior dimagrimento possibile in breve tempo. Era esagerato, però, parlare di un generico "salvare la faccia": anche questo era uno scherzo, si trattava solo di mostrarsi provati nel fisico per non insospettire nessuno.
I camorristi si distinguono, spesso e tra le altre cose, per un'innata furbizia, per un talento eccezionale nella truffa. Ci chiediamo: come hanno potuto pensare che un'idiozia del genere non avrebbe insospettito nessuno? A leggere di questa truffa, si rimane quasi delusi per la scarsa fantasia dimostrata.
Un fenomeno così strano non poteva, infatti, non insospettire gli inquirenti e, dopo un periodo di approfondite indagini, nell'aprile 2008, il grottesco falso è stato scoperto. In manette sono finite in tutto 23 persone: tra questi, il boss Napolitano, il dirigente del centro clinico del carcere, la vicedirettrice del carcere, uno psicologo, quattro medici e due agenti di polizia penitenziaria. In cambio di costosi regali, medici e personale carcerario consentivano l'uscita dei pericolosi criminali, affinchè, appena tornati in libertà, costoro riprendessero pienamente la loro attività. Come ha evidenziato il giudice Franco Roberti, l'inganno è stato smascherato grazie al contributo determinante di un perito del tribunale e di un professionista perbene, perché "non tutti i servitori dello stato coinvolti nella vicenda erano corrotti".
A leggere di questa farsa grottesca, ti resta addosso una sensazione di pudore violato, la commozione per la sofferenza di Isabelle (e di tante altre persone che come lei vivono questo dramma), il rispetto del coraggio dei due onesti uomini di stato e di tutti gli inquirenti che hanno svolto le indagini. Pur avendone tutte le caratteristiche, infatti, questa storia non era una farsa e questi ultimi, a differenza degli altri, non erano maschere, ma esseri umani in carne ed ossa, che, come Isabelle, non avevano ancora smarrito il senso del ridicolo nella loro anima.

Fonti consultate:

Wikizionario - Anoressia
Rai Uno - tg1 - lunedi 21 Aprile 2008
Rai Due - tg 2 - lunedi 21 Aprile 2008
Rai Tre - tg3 - lunedi 21 Aprile 2008