agricoltura
a│gri│col│tù│ra s.f.
Attività economica che consiste nella coltivazione di specie vegetali.
Come parlare, anche se solo della costa campana, e di quella amenità fiorente e splendida, che mostra come la sapienza creatrice della natura in un momento di grazia si sia concentrata in un solo luogo? E tutta quella vivificante ed ininterrotta salubrità qualunque mitezza di clima, i campi con fertili colli ridenti, valichi così sicuri e boschi tanto ombrosi; una tale varietà e ricchezza di selve; venti che spirano da monti così numerosi; una così grande fertilità di messi, di viti, di olivi e di greggi dai manti così chiari, tori così pingui; tanti luoghi, tanta abbondanza di fiori e di sorgenti che la bagnano tutta, tanti mari, porti e il suo grembo da ogni lato al commercio dei popoli e lei stessa che, come per preparare gli uomini si slancia ardentemente verso i mari!
Plinio Il Vecchio, I sec d.c.
"L'agricoltura di questi luoghi, che esportava verdura e frutta fino in Scandinavia, crolla a picco. I frutti spuntano malati, le terre divengono infertili. Ma la rabbia dei contadini e lo sfacelo diventano ennesimo elemento di vantaggio, poichè i proprietari terrieri disperati svendono le proprie coltivazioni, e i clan acquistano nuove terre, nuove discariche a basso, bassissimo costo."
Roberto Saviano, Gomorra
La regione Campania si colloca ai primi posti tra le regioni italiane per ricchezza di prodotti alimentari pregiati, per la massima qualità delle materie prime utilizzate, per il tipo di trasformazione e la perizia di chi lo mette in atto. Dalla mozzarella di bufala alla pizza, ai limoni di Sorrento, i prodotti di questa regione sono ricercati in tutto il mondo per il loro sapore inconfondibile e come componenti indispensabili della sana e gustosa dieta mediterranea, una delle espressioni dell'italianità più amate. Dalla mappatura dei prodotti tipici, risultano ben 397 prodotti recensiti, più dei 267 dell'Emilia Romagna e molti di questi sono ufficialmente riconosciuti e tutelati dall'UE.
Un ambasciatore dell'Italia nel mondo, questo si potrebbe, quindi, dire della splendida Campania. E non sarebbe un'invenzione degli ultimi decenni, una trovata di marketing per rendere più appealing l'immagine del nostro Sud Italia e promuovere le esportazioni e il turismo. La Campania è stata modellata dalla natura come un autentico paradiso e già i Latini la chiamavano "Campania Felix" per la bellezza del suo paesaggio e per la ricchezza e la bontà di frutti e raccolti. L'eccezionale qualità e fertilità delle terre era dovuta a millenni di depositi vulcanici, all'azione del sole e dell'uomo, matrici da paesaggi stupendi. La ricchezza del suolo e l'estrema varietà della morfologia, dovuta anch'essa a formazioni geologiche di origine vulcanica, venivano poi esaltate dal gioco delle acque, dal mare e i fiumi.
La Campania: un Paradiso, senza dubbio.
Abitato da diavoli, anche questo senza alcun dubbio.
Il XX secolo è stato, infatti, uno dei secoli più terribili della storia umana e non poteva non concludersi con la distruzione di uno dei posti più belli del mondo. Dalla speculazione edilizia degli anni '60 in poi, la morfologia del paesaggio ha cominciato ad essere profondamente oltraggiata e definitivamente rovinata. Dagli anni '80 e '90 in poi è iniziata infine l'infame gestione illegale dei rifiuti tossici (da parte del clan dei Casalesi, principalmente), sotterrati nei campi svenduti dagli agricoltori minacciati e obbligati a cedere la loro proprietà, avvelenando per sempre l'area che va da Caserta a Napoli (e non solo quella), il cuore della Campania Felix che i Latini amavano tanto.
"Intanto si crepa di tumore continuamente. Un massacro silenzioso, lento, difficile da monitorare, poiché c'è un esodo verso gli ospedali del nord per quelli che cercano di vivere il più possibile. L'Istituto Superiore di Sanità ha segnalato che la mortalità per cancro in Campania, nelle città dei grandi smaltimenti di rifiuti tossici, è aumentata negli ultimi anni del 21 per cento. Bronchi che marciscono, trachee che iniziano ad arrossarsi e poi la TAC in ospedale, e le macchie nere che denunciano il tumore.
Chiedendo il luogo di provenienza dei malati campani spesso viene fuori l'intero percorso dei rifiuti tossici."
Roberto Saviano, Gomorra
In un comunicato del 10 Gennaio 2008, la CIA (Confederazione italiana agricoltori) faceva presente la drammatica situazione degli agricoltori campani, quantificando i danni derivanti dall'emergenza rifiuti e inquinamento terreni e falde acquifere per l'interramento abusivo di rifiuti tossici al 35% per il comparto ortofrutticolo e al 30% per il latte e i suoi derivati.
"I boss non hanno avuto alcun tipo di remora a foderare di veleni i propri paesi, a lasciar marcire le terre che circoscrivono le proprie ville e i propri domini. La vita di un boss è breve, il potere di un clan tra faide, arresti, massacri ed ergastoli non può durare a lungo. Ingolfare di rifiuti tossici un territorio, circoscrivere i propri paesi di catene montuose di veleni può risultare un problema solo per chi possiede una dimensione di potere a lungo termine e con responsabilità sociale. Nel tempo immediato dell'affare c'è invece solo il margine di profitto elevato e nessuna controindicazione."
Roberto Saviano, Gomorra
Il cuore dell'antica Campania Felix oggi soffre più di ogni altra i danni dell'avvelenamento dei terreni che ha azzerato le vendite del comparto ortofrutticolo e danneggiato pesantemente il turismo.
Eppure, quella dell'interramento dei rifiuti tossici è solo l'ultima fantastica trovata dei clan. L'agricoltura è storicamente un settore economico vessato dalla criminalità organizzata e se i nuovi crimini devastano e sono portatori di morte e desertificazione, i vecchi crimini resistono e servono a tenere sotto ricatto la libertà e la vita, laddove caparbiamente si continua a sopravvivere.
Ad oggi, i reati che il comparto agricolo è costretto a subire a causa della Camorra, sono di seguito sintetizzati ed elencati. Facciamo una premessa fondamentale: non è solo il comparto agricolo campano che ne soffre, l'azione della camorra e delle altre mafie inizia a tormentare gli agricoltori di tutt'Italia. Un dato, questo, drammatico, che compromette uno dei settori trainanti dell'economia della nostra Nazione e che si spera possa far comprendere che la camorra (come la mafia, ‘ndrangheta, ecc.) sono un problema nazionale, non più un'insopportabile e violenta espressione di un folklore locale.
Furti di attrezzature e mezzi agricoli:
Già nel 2004, come confermava il "Dossier" della Cia-Confederazione italiana agricoltori e della Fondazione Cesar, questo reato era il più diffuso e non vi era azienda che vi sfuggisse.
I furti degli strumenti agricoli spesso sono accompagnati dalla richiesta di un "riscatto", il cosiddetto "cavallo di ritorno". Meno frequenti, ma presenti, sono i furti di centraline per l'irrigazione.
Talvolta, si è registrata anche l'appropriazione di masserie e casolari, poi adibiti a depositi di merce rubata.
Usura:
si compie attraverso la riscossione di interessi usurai, tramite atteggiamenti intimidatori; oppure attraverso l'acquisizione dei beni e delle imprese delle vittime che si persegue, sia tramite forme di violenza, anche gravi, sia attraverso il riciclaggio di denaro sporco.
Spesso le cosche esercitano anche una sorta di "mediazione" nella compravendita dei terreni. Il clan dei CASALESI di Caserta ha sempre manifestato una particolare tendenza ad infiltrarsi nel settore agricolo, soprattutto mediante l'accaparramento dei terreni.
Racket:
Sempre per numero di crimini commessi, il racket è il secondo reato che si registra, dopo i furti di attrezzature e mezzi agricoli.
Abigeato (vedere il vocabolo "pastore")
questo reato si concentra soprattutto in alcune zone della Campania (in particolare gli allevamenti di bufale).
Estorsioni e "pizzo", anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole
Discariche abusive: vedere il vocabolo "Rifiuti"
Macellazioni clandestine: vedere il vocabolo "Carne"
Furti di prodotti agricoli: sono, di poco, meno frequenti dell'abigeato. Non si tratta, tuttavia, di occasionali furtarelli: siamo in presenza di massicce sottrazioni del prodotto (spesso direttamente dalla pianta), che prevede una scientifica, organizzata operazione di raccolta.
Danneggiamento alle colture, talvolta con la recisione delle piante (specie vigneti e uliveti), nonché di strutture, tendoni ed impianti di irrigazione.
Aggressioni, compiute nei confronti di chi non accetta di sottostare alle intimidazioni
Truffe nei confronti dell'Unione europea, poste in essere in relazione a finanziamenti erogati da questi organismi nel settore agricolo.
"Caporalato" e sfruttamento della manodopera: vedere il vocabolo "caporalato"
Prezzi agricoli "imposti": La criminalità, secondo il "dossier", impone anche i prezzi per i prodotti agricoli, pesature dei prodotti inferiori a quelle reali.
Nella sola regione Campania, la più vessata risulta essere sempre la provincia di Caserta, ma tutte le province (seguono a ruota Napoli e Salerno) soffrono di pesanti pressioni da parte della criminalità organizzata.
Qualche anno fa, l'allora Procuratore Nazionale Antimafia Pierluigi Vigna sottolineava quanto fosse difficile resistere alla morsa della criminalità organizzata nella campagne. Qui, l'agricoltore è spesso solo, disarmato, privo di punti di riferimento, senza i quali scendere a patti con la criminalità organizzata sembra essere l'unica soluzione. Se a ciò si aggiunge la quasi totale indifferenza dell'informazione a questi problemi, nonostante la loro drammatica importanza, l'agricoltore si sente sempre più abbandonato a se stesso e asservirsi al potere criminale garantisce paradossalmente una protezione a dispetto di istituzioni del tutto assenti.
Secondo la Coldiretti la criminalità costa alle tavole degli italiani 7, 5 miliardi di euro per effetto del racket, del pizzo e degli altri fenomeni malavitosi che gonfiano i prezzi dalla produzione al commercio.
Senza questa pesante zavorra, lo sviluppo economico del Sud sarebbe uguale a quello del Nord.
Fonti consultate:
- Wikizionario - agricoltura
- XIII Commissione Indagine Conoscitiva, 12-06-07, Ministero dell'Interno
- Comunicato CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) del 31-01-08: "Le mani della criminalità sulle campagne"
- Comunicato Apcom del 23-07-08: "COLDIRETTI: PAGHIAMO A TAVOLA 7,5 MLD EURO COME COSTI CRIMINALITA'"
- Roberto Saviano, Gomorra
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