di Alessandro Pecoraro, pubblicato su Fresco di Stampa
Per rinfrescare le anime del purgatorio
di Iolanda Fevola
Poco conta ora, raccontare di quando, il 31 dicembre 2006 mi trovavo
sul 254, poi sul 157, a Napoli, da San Giovanni a Teduccio al porto,
quasi davanti al Maschio Angioino. Tutto il tragitto in silenzio.
Dentro di me scorrevano pagine fitte di parole inchiostrate. Fuori,
come una coreografia vera, le immagini dai vetri dei finestrini
dell'autobus o, come si dice a Napoli da int'o pullmànn.
di Francesca Cenerelli
Nell'Orlando furioso Astolfo si reca sulla Luna per recuperare il senno
di Orlando, perduto per amore. La Luna è infatti il luogo dove finisce
tutto ciò che va perso sulla Terra: le lacrime e i sospiri degli
amanti, il tempo perso col gioco, l'ozio degli ignoranti, i progetti
mai realizzati... Se l'Ariosto scrivesse oggi, probabilmente ci rappresenterebbe la Luna come una discarica abusiva di coscienze.
di Iolanda Fevola
"La confisca dei beni dei camorristi è la cosa più complessa che abbia dovuto gestire come amministratore"
Gerardo Rosania è stato sindaco di Eboli (SA) dal 1996 al 2005.
Attualmente, è Consigliere della Regione Campania eletto nelle liste
del PRC.
Intervista a cura di Mariella Di Stefano
con una foto sugli ecomostri del Lago di Como ha vinto il premio "Nonsolopuntaperotti2009"
di Laura Guardini
Intervista al mediatore culturale Jean Rene Bilongo
di Alessandro Pecoraro, Fresco di Stampa www.frescodistampa.info
«Quello che è accaduto è agghiacciante. Bisognerà che lo Stato impegni
le sue migliori risorse per punire gli assassini. Perché c´erano
innocenti tra quei morti, e gli innocenti non devono avere colore né
nazionalità, ma solo giustizia».
Comitato degli Africani di Castelvolturno.
di Iolanda Fevola
Carlo Silva e’ un
architetto della Regione Lombardia, ed e’ responsabile dell’immagine
coordinata e dell’archivio fotografico online della Direzione Generale
Agricoltura. Si occupa di fotografia dal 1998 e da allora ha vinto circa
cinquanta premi in concorsi nazionali ed internazionali. Ha affrontato
diversi aspetti della fotografia che in parte si possono vedere sul
sito www.carlosilva.it .
"Non posso farlo, perché non avrei più la forza di guardare in faccia
le persone che hanno creduto in me": con queste parole Federico Del
Prete rispondeva al fratello Vincenzo, che lo esortava a partire per il
Venezuela, a fuggire da una situazione di grave minaccia in cui viveva
ormai da molto tempo e che si sarebbe tragicamente conclusa, solo una
settimana dopo, con la sua barbara uccisione.
di Mariella Di Stefano
Un resoconto dei tre anni dello spettacolo teatrale Gomorra, dal successo dei botteghini al silenzio di istituzioni e intellettuali
di Alessandro Pecoraro
Vi racconto come ho vissuto la chiusura del Festival della letteratura di Mantova con Roberto Saviano
di Francesca Cenerelli
di Iolanda Fevola
MANTOVA - "Ognuno di voi lettori fa paura". Fa paura ai poteri
camorristi che lui racconta. La voce di Roberto Saviano scende sul
silenzio della platea del Teatro Sociale di Mantova, pieno fino
all'ultimo posto. "Oggi sono 695 giorni che vivo sotto scorta. 11.120
ore. Non prendo treni, non salgo in macchina. Ho il sogno di una casa.
Ma a Napoli l'ho cercata in via Luca Giordano, via Solimena, via
Cimarosa. Niente. A Posillipo hanno chiesto un appartamento per me i
carabinieri. Avevano risposto (…)
di Francesco Erbani, tratto da La Repubblica
Da tempo, in Italia, le mafie hanno perso la loro dimensione
territoriale, essenzialmente circoscritta alle Regioni meridionali, per
essere presenti e attive a livello nazionale (e internazionale).
Atti giudiziari, acquisizioni investigative, le relazioni della DNA
(Direzione Nazionale Antimafia) e della DIA (Direzione Investigativa
Antimafia), i rapporti della Commissione parlamentare antimafia parlano
chiaro: la mafia non può più essere considerata un "affare del Sud".
di Paola Picollo
di Paola Picollo
Quando la penna fa più paura di un AK47
di Alessandro Pecoraro, Fresco di Stampa, www.frescodistampa.info
di Paola Picollo
Due strisce di polvere bianca sul piano lucido. Roba buona, assai
potente. Non come quella che si vende al calar delle tenebre in via dei
Diavoli. I nigeriani la mischiano con la lidocaina: ecco perchè i
tossici smascellano quando ne sniffano troppa. Peppe, detto "o' Cecat",
tagliuzza, smista ed allinea la coca in piccole piste parallele,
aiutandosi con il santino di San Castrese, osannato patrono di Castel
di Principe.
Scritto da Antonio Marco Iorio
Manifesto nel XV anniversario dell'uccisione
di don Peppe Diana
I cento passi verso il 19 - 21 Marzo
Maledetti siate o miei Signori,
e per tutte le creature che avete ucciso o condannato,
contro l'acqua che non possiamo più bere e per il fuoco che speriamo vi bruci.
Per sorella madre terra, quella che avete stuprato,
di Tommaso Aquilante
di Paola Picollo
lettera di Renato Natale
Ucciso Michele Orsi, uno dei due fratelli entrati in inchieste sui rifiuti tossici. Il cadavere è ancora a terra, non lontano dalla sua abitazione.
Quando Provenzano, l'anno scorso, doveva fare esami in ospedale,
poliziotti in armi sbarravano la strada. Poliziotti con armi puntate.
Alte. C'eravamo noi. C'erano loro. Quando un negozio è stato chiuso
da quel di Messina, che dubbio c'è stato? Nessuno. E' stato un dato di
fatto: il negozio è chiuso e le arance ora si comprano da qualche altra
parte.
di Marta Valentina
di Paola Picollo
"La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano dato agli uomini" M. de Cervantes - DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA
di Nicoletta Fasano
Gli avvenimenti scatenatisi negli ultimi giorni intorno alla figura di
Roberto Saviano hanno messo in evidenza un nuovo sottile aspetto della
pericolosa atmosfera di ambiguità e negazione della realtà che viviamo
oggi in Italia.
di Palma Navarrino
di Helena Janeczek, Nazione Indiana
Dopo le ultime notizie su un possibile attentato a Roberto Saviano in
stile "Strage di Capaci"- far saltare con l'esplosivo le macchine
blindate sull'autostrada Napoli -Roma - e dopo l'intervista di
"Repubblica" in cui dice di voler lasciare per un po' l'Italia per
riprendersi la sua vita, si è scatenata una gara di solidarietà di
dimensioni impressionanti. Iniziative sui social network, letture
collettive in piazza di Gomorra a Roma e Milano, cittadinanze onorarie,
striscioni degli (…)
Premettendo che tutte le realtà aziendali, dopo un sequestro o una
confisca, finiscono fuori dal ciclo economico (si stima che ogni anno,
nel Sud, 180.000. posti di lavoro vengono persi a causa della
criminalità organizzata, nelle sole aziende sotto i 250 dipendenti) e
attenendomi STRETTAMENTE a quanto disposto nel dispositivo della
sentenza, i beni e le aziende confiscate ai condannati in primo grado,
sono:
di Paola Picollo
Un articolo scritto da Roberto Saviano per "La Voce della Campania" nel lontano 2005, prima della pubblicazione di Gomorra.
(Roberto Saviano, Arcoiris.tv 2006 )
Bufera sull'informazione campana a seguito delle accuse dello scrittore
Roberto Saviano su alcuni titoli de il "Corriere di Caserta" e
"Cronache di Napoli" e l'immediata replica dei redattori dei
quotidiani. Offriamo ai lettori un'inchiesta sulla recente storia delle
due testate che negli ultimi dieci anni hanno cambiato più volte
direzione e proprietà.
di Alessandro Pecoraro, tratto dal mensile 'Fresco di Stampa'